La Cina non si limita più a competere sui costi

13 Luglio 2026

“Forse non stiamo assistendo a un semplice cambiamento del mercato, ma all’effetto di una strategia ben pianificata. La Cina non si limita più a competere sui costi: punta a influenzare gusti, consumi e aspirazioni delle nuove generazioni, costruendo un nuovo soft power economico e culturale.
E per farlo investe sui giovani, sui creator e sugli influencer, oggi molto più incisivi della pubblicità tradizionale di orientare gusti e consumi”

La Rivoluzione del Lusso in Cina: perché i marchi globali rischiano di diventare irrilevanti agli occhi della Generazione Z

Il panorama del lusso e della moda in Cina è in piena trasformazione poiché i consumatori cinesi stanno gradualmente allontanandosi dai marchi stranieri. La crescita esplosiva del mercato del lusso in Cina nel 2020 — uno dei pochi mercati globali a espandersi durante la pandemia — ha preparato il terreno, ma il vero fattore di svolta è l’influenza crescente della Generazione Z. Destinata a dominare il mercato del lusso entro il 2030, questa generazione tecnologicamente avanzata e patriottica sta ridefinendo le preferenze dei consumatori. Tuttavia, la Gen Z non è l’unica forza a trainare questo cambiamento; il movimento Guochao, tra altri fattori, spinge i consumatori cinesi a cercare nuove alternative più vicine alla propria cultura.

Cavalcare l’onda del Guochao: la rivoluzione dell’“ondata nazionale” cinese

Negli ultimi anni, l’ascesa del trend Guochao (国潮 – “Onda Nazionale”) ha segnato una profonda trasformazione nel comportamento dei consumatori cinesi, alimentata da un crescente senso di identità nazionale e da un rinnovato apprezzamento per i marchi domestici. Il termine “Made in China”, sebbene porti ancora alcune connotazioni negative, sta rapidamente evolvendo in un simbolo di orgoglio. Con i primi 100 marchi cinesi valutati a ben 968,5 miliardi di dollari, come evidenziato dal ranking del 2024 di Kantar BrandZ sui marchi cinesi più di valore, è chiaro che i brand cinesi non stanno solo crescendo: sono pronti a saltare dall’eccellenza allo straordinario. Per contrastare questo cambiamento, attori globali come Louis Vuitton hanno iniziato a incorporare la cultura locale nelle loro strategie nella speranza di costruire un rapporto più profondo con la comunità.

Sebbene questi sforzi siano da lodare, la leggendaria maison francese del lusso può tirare un sospiro di sollievo: i marchi di prestigio che detengono una posizione dominante agli occhi dei consumatori cinesi sembrano essere relativamente immuni all’impatto dell’onda Guochao. Tuttavia, altri nomi internazionali stanno affrontando le sfide derivanti dall’assenza di un adeguato piano di localizzazione. Marchi di lusso come Hugo Boss e Richemont, per esempio, stanno lentamente perdendo fascino tra i consumatori cinesi, registrando un significativo calo delle vendite in Cina. La rinomata casa di moda britannica Burberry, che si è recentemente trovata in difficoltà dopo la sua rimozione dall’indice del mercato azionario FTSE 100 del Regno Unito, sta ora affrontando la fredda accoglienza dei netizen cinesi nei confronti della sua dichiarazione su Weibo che annuncia l’attrice Tang Wei come sua nuova beauty ambassador. Sebbene la scarsa presenza online dell’attrice abbia sicuramente influito, la decisione di non condividere la notizia sull’assai più popolare piattaforma Xiaohongshu ha inflitto il colpo finale.

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