Hong Kong chiama Milano. Venerdì scorso una folta delegazione di rappresentanti della città, che gode di un’autonomia molto ampia nei confronti della Cìna (Pechino si occupa solo della politica estera e della difesa), è sbarcata nel capoluogo lombardo per illustrare alla comunità degli affari i vantaggi, della città come base logistìca per penetrare il mercato cinese e quello degli altri Paesi dell’Estremo oriente. L’incontro è stato organizzato dalla Promos, 1′ azienda speciale per le attività internazionali della Camera di Commercio di Milano. A guidare la delegazione cinese era Anthony Cheung, segretario ai Trasporti e alla Casa di Hong Kong. «All’inizio dell’anno l’Italia e Hong Kong hanno firmato un accordo per evitare la doppia tassazione», ha spiegato Cheung. «E quindi il momento giusto per le aziende italiane di scegliere Hong Kong come hub asiatico». E vero che il porto di Hong Kong è più costoso di altri dell’area, ma, ha osservato Cheung, «nella nostra città c’è la certezza del diritto, tutti parlano inglese e siamo i migliori conoscitori della Cina».
