Nel Canton Ticino i frontalieri italiani, spesso accusati di “portare via” lavoro ai residenti, diventano ora una risorsa: il loro calo sta creando problemi alle imprese, dice Andrea Gehri, presidente della Camera di commercio di Lugano, citando settori come manifatturiero ed edilizia. I numeri: dagli 81.321 del terzo trimestre 2023 ai 78.809 di fine 2025, una diminuzione “leggera ma costante” che segnala un’inversione di tendenza.
Tra i motivi, l’accordo di doppia imposizione fiscale del luglio 2023, che per i “nuovi frontalieri” somma imposta alla fonte in hashtagSvizzera e Irpef in Italia, rendendo meno conveniente lavorare oltreconfine. Sullo sfondo, la “tassa della salute” ipotizzata dal governo Meloni (3-6% del reddito netto) e lo scontro con il Ticino: Christian Vitta minaccia di sospendere i ristorni ai comuni italiani, mentre il clima si irrigidisce anche per la proposta italiana di una zona economica speciale e incentivi che rischiano di penalizzare i prodotti svizzeri.
L’approfondimento di franco zantonelli: https://lnkd.in/dsEapark
