ROMA – «Stupore», «passo nefasto», «decisione sbagliata», «poca attenzione», «preoccupazione», sono queste le parole, sono questi gli aggettivi che accomunano il ”plebiscito” del mondo dei trasporti e della logistica contro la soppressione della Consulta. Giudizi che accomunano associazioni e operatori che hanno partecipato in questi ultimi due anni e mezzo ai lavori preparatori, e poi di aggiornamento, del Piano nazionale della logistica vivendolo come un momento importante di partecipazione, di confronto e quando necessario, seguendo ognuno i propri convincimenti, anche di critica.
La Consulta era, ed è ancora nel sentimento di chi opera nei vari settori del trasporto, la ”casa della logistica” il posto in cui ritrovarsi, parlare, sentirsi parte di un grande disegno che deve contribuire, come ha sempre ripetuto il suo presidente Bartolomeo Giachino, «a fa tornare a crescere il nostro Paese».
Spetta al Governo, spetta al ministro Corrado Passera, al viceministro Ciaccia, rispondere all’appello di quanti sono di fatto e non a parole ”la logistica”. Spetta a loro riportare entusiasmo e fiducia in un mondo che si ”sente tradito”.
Ai commenti già pubblicati se ne stanno aggiungendo giorno per giorno, ora per ora, tanti altri. «Apprendo con stupore la scelta del Governo di chiudere la Consulta dell’autotrasporto e della logistica» – scrive Filippo Gallo, presidente dei Federagenti -. «In questo momento di profonda crisi economica del nostro Paese, ritengo l’atto del Governo “offensivo” verso un settore che è l’unico vero motore per una ripartenza». «Anche se, come ho avuto modo più volte di rilevare – prosegue Gallo – la mancanza della Federagenti, l’unica categoria rappresentativa del 70% dei trasporti marittimi e container su terra, nella Consulta è sempre stato un limite della Consulta stessa, non condivido assolutamente la cessazione di un sistema di consultazione e proponimento fondamentale per la nostra economia».
Antonio Malvestio, responsabile logistico della Procter&Gamble, scrive «mi dispiace moltissimo per questa decisione assolutamente sbagliata. Poche istituzioni pubbliche hanno fatto tanto bene ed in poco tempo come la Consulta. E’ uno di quei casi in cui si dovrebbe fare di tutto per far cambiare una decisione per la quale non bastano tutti gli aggettivi negativi già circolati».
Federico Scarpa, presidente di ”Piacenza Logistic Center”, «struttura creata alcuni anno or sono tra i territori liguri-emiliani di Genova e Piacenza per coordinare e far sviluppare l’economia ligure verso la Pianura Padana» ha inviato una lettera al ministro Passera e al viceministro Ciaccia.
Nel tempo «abbiamo instaurato uno stretto contatto con i porti di Genova e La Spezia per favorire lo sviluppo delle attività portuali verso il Nord Europa. Venuti a conoscenza che nella Spending review del Governo si prevede la soppressione della Consulta della Logistica – prosegue Scarpa – ci permettiamo di sollecitare le S. V. ad essere più precisi e più attenti quando andrete a prendere certe decisioni visto anche i benefici che in questi anni ha prodotto la Consulta a fronte dei costi certamente non proibitivi. Infatti, stiamo parlando 400.000,00 euro (250.000,00 nel 2013) a fronte di un bisogno di efficienza logistica che tutti stimano in 40 miliardi di euro.
Caro Ministro, il Governo vuol fare la propria parte per rimettere in moto l’economia ma occorre tener presente che il 95% delle aziende italiane è formato dalla piccola media impresa e molte ruotano attorno ai porti e alla logistica in generale. Pertanto sarebbe oltremodo spiacevole constatare la poca attenzione di un Governo “tecnico” al problema della logistica».
Tra i vari commenti anche quello di Agci Servizi – Federlavoro e Servizi Confcooperative – Legacoop Servizi riunite nel Coordinamento Cooperativo del trasporto merci e logistica «Siamo convinti dell’importanza del ruolo della logistica e di quanto rappresenti un punto nevralgico nel processo di ammodernamento del Paese, soprattutto, nel momento in cui può recitare un ruolo da protagonista della ripresa dell’impasse determinata dalla crisi in atto» affermano le sigle esprimendo esprimendo preoccupazione per il provvedimento che sopprime, nel decreto sulla ”Spending review”, la Consulta dell’Autotrasporto e della Logistica. «Dalla sua costituzione – si legge nella nota – la Consulta ha ricoperto con puntualità il ruolo che le era stato conferito, fra gli organismi istituzionali e le associazioni di rappresentanza del mondo del trasporto merci. Ha dato un contributo vivace al settore trasporti e allo sviluppo del confronto con tutte le sue articolazioni, comprese la portualità marittima e gli interporti».
«Tra gli obiettivi raggiunti, il Piano della logistica, alla firma del Patto della logistica, le norme sui tempi di carico e scarico e sui pallets. A livello di proposte sono rimaste lo sportello doganale ed il delicato nodo della distribuzione urbana delle merci». Il Coordinamento Cooperativo del trasporto merci e Logistica «auspica – si conclude la nota – che il tentativo di tagli alla spesa, attraverso la chiusura della Consulta dell’autotrasporto e della logistica, non si ripercuota pesantemente sul settore impegnato nella ripresa dalla crisi».
Questi alcuni dei commenti arrivati in redazione ed altri ancora stanno arrivando. Ne daremo conto ai nostri lettori e abbonati sempre attenti alle importanti tematiche economiche del nostro Paese.
Fonte: messaggermarittimo.it
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