Con la Fase 2, hanno riaperto le porte anche gli spazi di arte e cultura, secondo il programma scandito dal Piano di riapertura sperimentale dei musei civici milanesi presentato nelle scorse settimane. Ma all’appello mancano tre grandi nomi dell’offerta museale milanese: il Cenacolo Vinciano, la Pinacoteca di Brera e il Museo della Scienza e della Tecnologia. Tre struttura importanti non solo dal punto di vista del seguito nazionale e internazionale che hanno, ma anche sotto il profilo dei visitatori (e dei relativi introiti): complessivamente i tre musei attirano quasi 1,4 milioni di visitatori all’anno.
Al momento non si conosce l’esatta data di apertura dei tre spazi. Fonti ufficiose indicano nei primi di giugno la ripartenza del Cenacolo Vinciano e della Pinacoteca di Brera, mentre proprio nei giorni scorsi il direttore generale del Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano, Fiorenzo Galli, ha ammesso di non avere una data precisa per la riapertura degli spazi di via San Vittore. “Quando possibile comunicheremo la data in cui saremo pronti a riaprire al pubblico ma attualmente non ne ravvisiamo le condizioni”, ha commentato con Business of Milan. “Stiamo tuttavia lavorando a numerose novità e preparandoci ad essere adeguati a scenari operativi che saranno significativamente diversi da prima. La Fondazione, pur avendo necessità di speciale attenzione da parte dei propri partner pubblici e privati per il 2020, gode di un’onda lunga degli anni precedenti (e in particolare del 2019) che ci consente di realizzare nuove esposizioni, nuovi laboratori e anche importanti lavori strutturali che miglioreranno l’attrattività del Museo, tenendo conto delle nuove esigenze, sotto ogni aspetto: in questa fase procurare lavoro è obiettivo primario”.
Di certo, la chiusura forzata, causa lockdown, dei principali musei di Milano ha generato una perdita importante degli introiti. Ancora non sono disponibili i numeri ufficiali della gelata dei ricavi, ma si può calcolare una stima (per difetto) sulla base dei dati ufficiali diffusi dal Ministero per i Beni e le attività Culturali (Mibac) sugli introiti del 2018, gli ultimi pubblicati sul sito del dicastero e che prendono in considerazione, per Milano, il Cenacolo Vinciano e la Pinacoteca di Brera.
Ebbene, nel 2018 gli introiti lordi del Cenacolo Vinciano sono stati 3,5 milioni di euro (per un totale di 425.751 visitatori), per la Pinacoteca di Brera hanno raggiunto i 2.112 milioni di euro (386.415 visitatori). Calcolando una media di 300mila euro al mese in situazione “normale” per il Cenacolo Vinciano e di 175mila per la Pinacoteca di Brera, la chiusura dei due musei negli ultimi tre mesi (marzo, aprile e maggio) avrebbe determinato mancati introiti per per almeno 1,4 milioni di euro complessivamente. Si tratta, come detto, di medie mensili, che quindi non tengono conto dell’ipotesi che i mesi considerati possano avere flussi non così uniformi. In ogni caso, è possibile che siano stime al ribasso perché il numero dei visitatori nel 2019 era aumentato per entrambe le strutture (445.728 visitatori per il Cenacolo e 417.976 visitatori per la Pinacoteca di Brera) e, secondo quanto risulta a Business of Milan, nei primi due mesi del 2020 il numero di visitatori dovrebbe essere stato analogo a quello dei primi due mesi del 2019, quanto meno per la Pinacoteca di Brera.
Nel caso del Museo della Scienza e della Tecnologia, i visitatori registrati nel 2019 ammontano a 545.561. E nel 2020 i numeri erano in crescita. “Dal primo di gennaio alla prima settimana di marzo in cui il Museo ha dovuto chiudere per l’emergenza Covid19 abbiamo accolto circa 90.000 visitatori con una crescita del + 26,5% rispetto allo stesso periodo del 2019”, precisano dal Museo a Business of Milan. Ingente la perdita dovuta al lockdown: “in questo periodo di chiusura al pubblico e alle attività di organizzazione eventi la perdita economica ammonta a 1 milione e 182 mila euro ma pur avendo necessità di una speciale attenzione da parte dei nostri sostenitori pubblici e privati per tutto il 2020, la Fondazione gode di un’onda lunga degli anni precedenti e in particolare del 2019. Nei primi mesi del 2020 – aggiunge il Museo – avevamo registrato una crescita del +26,5% rispetto allo stesso periodo del 2019. Questi dati ci consentono di realizzare nuove esposizioni, nuovi laboratori e anche importanti lavori strutturali che miglioreranno l’attrattività del Museo, tenendo conto delle nuove esigenze, sotto ogni aspetto: in questa fase procurare lavoro è obiettivo primario”.
