Si è tenuta ieri, 3 marzo, nell’ambito della decima edizione di Shipping, Forwarding&Logistics meet Industry – evento patrocinato FLC – la sessione “𝗖𝗼𝘀𝗮 𝗰❜𝗲̀ 𝗻𝗲𝗹 𝗠𝗮𝗱𝗲 𝗶𝗻 𝗜𝘁𝗮𝗹𝘆: 𝗰𝗮𝘁𝗲𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗳𝗼𝗿𝗻𝗶𝘁𝘂𝗿𝗮, 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗼𝗻𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝘃𝗮𝗹𝗼𝗿𝗲, 𝗳𝗼𝗿𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝗯𝗿𝗮𝗻𝗱”, moderata dal presidente FLC Massimo Marciani.
Il panel ha acceso il confronto tra industria e logistica su un tema chiave: 𝗹𝗮 𝗹𝗼𝗴𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗲̀ 𝘂𝗻 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗼 𝗱𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗿𝗶𝗺𝗲𝗿𝗲 𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗼𝗻𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝘃𝗮𝗹𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗱𝗼𝘁𝘁𝗼?
Dal dibattito – che ha coinvolto Riccardo Fuochi (OLG international SA / Assologistica), Michele Zappella (DOLE ITALIA), 𝗔𝗻𝗱𝗿𝗲𝗮 𝗣𝗮𝗴𝗮𝗻𝗶 (HARIBO Italia), Alberto spinelli (Latteria Soresina), Andrea Zantomio (Marcegaglia), Vincenzi (ACCUDIRE), 𝗘𝗺𝗶𝗹𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗥𝗼𝘁𝗮 (Ceva Air & Ocean Italy) e Mauro Solinas (Tarros Group) – è emersa una visione condivisa: 𝗶𝗹 𝘃𝗮𝗹𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗠𝗮𝗱𝗲 𝗶𝗻 𝗜𝘁𝗮𝗹𝘆 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗶 𝗳𝗲𝗿𝗺𝗮 𝗶𝗻 𝗳𝗮𝗯𝗯𝗿𝗶𝗰𝗮, 𝗺𝗮 𝗽𝗿𝗼𝘀𝗲𝗴𝘂𝗲 𝗹𝘂𝗻𝗴𝗼 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗮 𝗹𝗮 𝘀𝘂𝗽𝗽𝗹𝘆 𝗰𝗵𝗮𝗶𝗻.
Se la logistica viene trattata come una commodity il rischio è che restino sul mercato gli operatori più spregiudicati. Nella tavola rotonda Industria e logistica: componente del valore del prodotto o balzello da minimizzare? Massimo Marciani ha chiesto agli otto relatori che ruolo ha la logistica nella creazione di valore dei prodotti delle industrie italiane?.
Per Riccardo Fuochi, a.d. di OLG international SA e vicepresidente di ASSOLOGISTICA la logistica crea valore. “Non si può andare a distribuire prodotti nel mondo senza logistica adeguata”.
Michele Zappella, Procurement & Logistic Senior Manager di DOLE ITALIA sostiene: “La logistica crea sempre valore, lo aumenta la puntualità e la flessibilità. Una debolezza è il ritardo accumulato sulla catena logistica, imputabile alla mancanza di programmazione”.
Andrea Pagani, Head of Logistic & Customer Service, HARIBO Italia, aggiunge: “Oggi vengono chiesti sempre più servizi: è la logistica taylor made”. Per Alberto spinelli, Logistics and S&OP Manager di Latteria Soresina “si distrugge valore quando il driver è solo il costo. Impoveriamo il valore del brand. Creiamo valore portando in casa operatori con compliance Esg evitando il rischio all’impresa. Oggi portarsi in casa un operatore sbagliato porta il rischio di fermare l’impresa stessa”.
Andrea Zantomio, Logistic Manager di Marcegaglia, vede l’operatore logistico moderno come un previsore e un supporto per superare gli ostacoli e le interruzioni: “La logistica porta valore quando riduce i problemi e i clienti non se ne accorgono”.
Abramo Vincenzi, a.d. e co-fondatore di ACCUDIRE ricorda che la promessa di consegna resa affidabile e misurabile, con la supply chain integrata digitalmente “la logistica non è più un costo, ma parte del valore del prodotto aumentandone il margine”.
C’è però un altro aspetto che è stato approfondito in tema di valore della logistica. Lo spiegano Emiliano Rota, ceo di Ceva Air & Ocean Italy e Mauro Solinas, External Relations Director di Tarros Group. Per Rota sia logistica sia il freightforwarding devono creare un ambiente di lavoro sano e attrattivo per le nuove generazioni. Solinas aggiunge: “La nostra azienda dal 1828 si occupa da sempre di tutti gli anelli della catena. La logistica crea competenze ed è molto importante comunicarlo, c’è necessità di attrarre talenti e dare valore a ciò che facciamo”.
Riassumendo: il Made in italy non finisce in fabbrica, deve mantenere la stessa qualità con cui esce dall’azienda. Se si tratta la logistica al prezzo più basso diventa più fragile. “Far vincere chi è più spregiudicato non ce lo possiamo permettere – dice Marciani – una soluzione? Iniziamo a misurare il rischio”.
Nelle conclusioni, Marciani ha richiamato l’attenzione su un rischio concreto: trattare la logistica come una semplice commodity può rendere l’intero sistema più fragile. 𝗠𝗶𝘀𝘂𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗲 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗼 𝗹𝘂𝗻𝗴𝗼 𝗹𝗮 𝗰𝗮𝘁𝗲𝗻𝗮 𝗹𝗼𝗴𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮 𝗾𝘂𝗶𝗻𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗿𝗶𝗼𝗿𝗶𝘁𝗮̀ 𝗽𝗲𝗿 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗲𝘁𝗶𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮̀, 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝗮𝗳𝗳𝗶𝗱𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗱𝘂𝘁𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗼.
