ROMA – In occasione della fiera internazionale della logistica di Shanghai, la Puglia ha partecipato compatta per presentare la propria piattaforma logistica agli operatori cinesi e del mondo. Taranto, con il suo porto e retro porto, Bari, con porto ed interporto, e Brindisi col suo sistema portuale hanno costituito le risorse con le quali Unioncamere Puglia ha presentato l’ambizioso progetto: “Apulia the gateway for european market”. L’idea è di iniziare una collaborazione stabile con i due colossi della logistica mondiale Hutchinson ed Evergreen. Di questo e delle infinite potenzialità che sul settore della logistica la Puglia può esprimere si è parlato durante la settimana di missione a Suzhou, Shanghai e Hong Kong. A promuovere l’iniziativa la sezione trasporti di Confapi Puglia in partnership con Confapi Trasporti Nazionale. Il gruppo di lavoro (presenti il segretario di Confapi Bari Riccardo Figliolìa, il presidente della Confapi Trasporti Bari, Massimo Tavolaro, il presidente dei giovani imprenditori di Confapi Puglia Sergio Ventricelli, il presidente e vice della Confapi Trasporti Riccardo Fuochi e Luca Castigliego esperti conoscitori delle potenzialità del settore della logistica del mercato asiatico) ha incontrato numerosi stake-holders e opinion leader internazionali. Ad accompagnare la missione il consigliere della Camera di Commercio di Taranto Salvatore Adamo e con lui il presidente dell’Authority tarantina Sergio Prete. Con quest’ultimo si è parlato della concreta possibilità di trasformare il porto del capoluogo ionico nella Singapore del Mediterraneo. Un obiettivo ambizioso condiviso e sostenuto dal Governo nazionale. In tal senso, il gruppo di lavoro ha redatto un documento per raccogliere tutti gli spunti e le proposte utili per lo sviluppo del settore da sottoporre alle Istituzioni, affinché la piattaforma logistica pugliese non rimanga una ipotesi teorica, ma una concreta opportunità di business per tutti gli operatori in grado di creare valore aggiunto e posti di lavoro. In buona sostanza si deve cercare di rendere attrattivo il territorio in termini di efficacia ed efficienza andando oltre la semplice posizione geografica che sino ad oggi non è stata sufficiente a calamitare i traffici internazionali. Le aziende si sono incontrate con operatori cinesi, dialogando e valutando collaborazioni. Convinzione unanime che le Istituzioni debbano muoversi di pari passo per agevolare il compito delle imprese in fase di acquisizione della clientela. Stephen Chang, presidente della associazione degli operatori logistici di Hong Kong, durante un meeting tra i nostri e gli operatori da lui rappresentati, ha tenuto a sottolineare che molto spesso si tende a lasciare i porti italiani a vantaggio degli scali del North Range, perché i nostri porti hanno costi maggiori ed inoltre hanno tempi lunghi ed incerti di svincolo delle merci (procedure di dogana, sanità marittima, ecc.). Questi aspetti oltre alle già note carenze infrastrutturali ci rendono scollegati e non accattivanti dal punto di vista logistico.
Fonte: messaggeromarittimo.it
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