Spedapi Milano: Giachino attento alle richieste del Paese
MILANO – Bisogna dare atto a Bartolomeo Giachino (ex sottosegretario al Trasporti ed attuale presidente della Consulta per l’Autotrasporto) di essere attento alle richieste del Paese.
Finalmente, infatti, sono state pubblicate le prime misure di attuazione del Piano della Logistica (vedi anche ”Il Messaggero Marittimo” del 31 Maggio scorso) e qualcosa (di ciò che anche noi come Spedapi avevamo suggerito) traspare. Intanto la presa di coscienza dell’importanza della Logistica (l’Olanda, tanto per fare un esempio, sulla logistica e lo sviluppo portuale di Rotterdam ed aeroportuale di Amsterdam ci ha costruito la sua ricchezza!). «Una recente ricerca – si legge nella relazione della Consulta – afferma che nel prossimo decennio il mercato logistico europeo crescerà a ritmo esponenziale, ma nessuno tra i principali hub stimati in espansione, si colloca in Italia, a meno che non interveniamo tempestivamente».
Quindi bisogna darsi una mossa.
Risolvendo i problemi dei «tanti aspetti della inefficienza logistica che costa al nostro sistema economico e produttivo, oltre che una ridotta competitività settoriale, una minore crescita complessiva del Paese».
La relazione sintetizza e stigmatizza molti dei punti che Spedapi ha sintetizzato e stigmatizzato in passato, a cominciare dalla necessità di una maggiore efficienza del sistema logistico e doganale.
Ed ecco dunque le prime misure, suddivise in quattro punti:
– L’apertura dello “sportello unico doganale” (era e rimane il primo punto del Piano della Logistica. Se vogliamo dirla tutta sono però anni che se ne parla. Quindi un po’ di pessimismo sulla effettiva messa in opera… permane!), per superare, finalmente, le inefficienze che contraddistinguono il sistema Italia. La relazione lo dice chiaro: «il costo di tali inefficienze è stato quantificato in almeno due miliardi di euro annui (ma se consideriamo i traffici persi a favore dei porti del Nord Europa supereremmo i 5 miliardi di euro) ».
– La regolarizzazione della ”distribuzione urbana delle merci”, migliorando l’efficienza dei veicoli mediante l’uso di carburanti e sistemi di alimentazione sostenibili, ottimizzando le prestazioni della catena logistica multimodale e puntando sull’uso efficiente delle infrastrutture grazie ai sistemi di gestione informatizzata del traffico. Con la creazione di “piattaforme logistiche per il prelievo/recapito di merce e corrispondenza all’interno di aree Ztl”.
– Un cambiamento epocale sarà quello teso a convincere gli operatori italiani a vendere (all’estero) non più sulla base del “Franco fabbrica” ma passare al “Franco destino”. Il trasporto è stato visto, spesso e volentieri, come un costo assimilabile ad una tassa, mentre invece dovrebbe diventare un’opportunità di guadagno “anche” per le aziende esportatrici (e sicuramente se il “controllo” del trasporto viene mantenuto in Italia, a beneficiarne saranno aziende di trasporto italiane e quindi l’intera economia nazionale!).
E poi “il tema del franco fabbrica e franco destino incide notevolmente sulla competitività del sistema Paese negli scambi internazionali, così come risulta dagli indici di misurazione della Banca Mondiale”.
La commissione arriva a suggerire questa norma per convincere gli esportatori al cambio di tendenza:
Ipotesi di norma: “Al fine di migliorare la competitività del sistema paese, le imprese produttrici di beni che, in relazione alla compravendita degli stessi destinati all’esportazione, per il loro trasferimento facciano ricorso alle clausole Dap (Delivered at place of destination) Ddp (Delivery duty paid) Dat (Delivered at terminal) Cif (Cost insurance and freight) Cfr (Cost and freight) Cpt (Carriage paid to) anziché alla clausola Exw (Ex works) come definite negli Incoterms (ed. 2010), hanno diritto ad un contributo a carico dell’erario nella misura di: 2% per un valore delle merci esportate pari a 100.000 euro, 1,5 % per un valore delle merci esportate pari a 200.000 euro, 1% per un valore delle merci esportate superiore a 200.000 euro.
Le somme spettanti possono essere recuperate entro 60 giorni dalla data di consegna al destinatario finale, utilizzando il credito d’imposta usufruibile con compensazione in F24”.
– La riduzione dei viaggi di ritorno a vuoto e dei tempi attesa al carico e allo scarico. Troppi camion viaggiano vuoti sulle nostre strade ed autostrade. Un sistema di coordinamento permetterebbe di ottimizzare i “ritorni” a vuoto: nell’era di internet basta un semplice portale di scambio per gestire al meglio la questione. Si dice, nella relazione, che “i servizi telematici di supporto all’autotrasporto dovranno porre in grado gli autotrasportatori di dialogare con operatori logistici e gestori delle infrastrutture portuali, interportuali, ferroviarie e aeroportuali, in linea con la strategia comunitaria di promozione dei Sistemi di Trasporto Intelligenti”.
L’aspetto negativo è che in Italia l’80% delle merci viaggiano a mezzo camion… quindi bisognerà pensare al potenziamento della ferrovia e delle “Autostrade del mare”, ma certo per questi punti non possiamo sperare in una soluzione immediata (e piangere sul latte versato, ormai non serve più a niente).
Paolo Federici
Fonte: messaggeromarittimo.it
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