Confapi e Spedapi criticano posizione Governo su Tirrenia

17 Luglio 2012

MILANO – Chi ha avuto modo di leggere gli articoli sulla stampa pubblicati negli ultimi giorni sull’argomento, saprà che la vendita della Tirrenia è ormai un dato di fatto. Però quasi 80 parlamentari hanno presentato un’interrogazione.

I governatori delle Regioni Sardegna e Sicilia, Cappellacci e Raffaele Lombardo, hanno consegnato una lettera al sottosegretario della Presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, in cui denunciano le conseguenze legate alla procedura di cessione della Tirrenia alla Cin e annunciano di essere pronti a contestare la vendita.
E la Confapi Trasporti (Unione di categoria di Confapi Industria) ha denunciato il rischio di arrivare ad una situazione di monopolio se la vendita, nei termini annunciati, fosse confermata.
La risposta del Governo all’interrogazione è arrivata, ma è stata molto superficiale ed evasiva. E non ha toccato uno degli argomenti più importanti: quale somma, alla fine dei conteggi di dare e avere, verrà versata allo Stato Italiano?. Non sarà invece lo Stato Italiano che dovrà pagare i compratori?.
Come ha dichiarato il presidente di Confapi Trasporti, Riccardo Fuochi: «un gruppo armatoriale che già controlla la metà del mercato, potrà comprarsi la Tirrenia, diventando così quasi monopolista. Questo pagando 380 milioni di euro ma ottenendone 570 (sempre milioni di euro) come contibuti statali nei prossimi anni. Praticamente i contribuenti italiani dovranno pagare (570 meno 380) 190 milioni di euro per regalare la Tirrenia ad una società privata e farla diventare monopolista (e quindi in grado di aumentare le tariffe a suo piacimento). Siamo a conoscenza, ha continuato Fuochi, che alcune formazioni politiche hanno stigmatizzato l’intervento dei parlamentari del ”Pdl”. Confapi Trasporti è un associzione ”super partes” alla quale in questo caso poco interessa individuare di chi sono le colpe di ieri e di chi sono quelle di oggi. Importante è che gli italiani non debbano passare dalla… cassa per pagare i danni fatti da altri. Se vi sembra che l’attuale situazione sia degna di un Paese normale … giudicate voi».

A rincarare la dose il presidente di Spedapi, Luca Castigliego: «le Pmi vengono estromesse dai traffici marittimi, lasciando tutto in mano ad un solo grosso gruppo armatoriale, che si prende la più grande e storica Compagnia di navigazione italiana senza colpo ferire, ma anzi ottenendo, in regalo, quasi 200 milioni di euro. Contravvenendo alle richieste dell’Antitrust sia italiana che europea».

Paolo Federici

 

Fonte: messaggermarittimo.it 

 

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