I binari ferroviari italiani ‘deserti’ messi sotto i Fuochi di Confapi alla Camera dei Deputati

8 Febbraio 2011

Un documento di proposte concrete per il rilancio del trasporto ferroviario delle merci è stato presentato dal Presidente di Confapi Trasporti, Riccardo Fuochi, durante un’audizione alla Commissione Trasporti della Camera. “Abbiamo fatto presente che l’Italia ha registrato nel biennio 2009-2010 una preoccupante flessione del 38%. Le motivazioni sono note: crisi strutturale del sistema ferroviario e politica di dismissione di  RFI e Trenitalia Cargo, cui si sono aggiunti altri provvedimenti che hanno aggravato la situazione (Direttiva del Presidente del Consiglio 7 luglio 2009 e proibizione da parte di RFI di effettuare traffico diffuso in ferro cisterne dal 1/04/2010, emanazione di  nuove regole per la manutenzione di carri riparandi)” ha dichiarato Fuochi all’uscita da Montecitorio.

 

“Abbiamo poi evidenziato come non esista una politica finalizzata ad incentivare un rilancio del trasporto ferroviario merci ed a definire regole certe e semplici che consentano di programmare azioni incisive per permettere di sfruttare adeguatamente il sistema, considerato che la conversione modale è una delle opzioni cardine della politica dell’Unione Europea. Riteniamo che  RFI dovrebbe consentire l’ingresso sul mercato ad altri operatori, pertanto sarebbero opportuni provvedimenti che privilegino metotodologie semplici ed applicabili per permettere un massiccio utilizzo dell’infrastruttura ferroviaria, ma ciò non accade, mentre si persevera in obblighi (come quello di dotarsi di locomotive di soccorso nei nodi delle linee, che dovrebbe fare capo a RFI) che si traducono in aggravi di costi, deterrenti in grado di scoraggiare le imprese dal prestare il servizio”. Secondo Confapi il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dovrebbe intervenire incisivamente per definire un contesto di regole chiare e funzionali per consentire ai privati di sostituire Trenitalia laddove questa non intenda continuare ad erogare il servizio nonché vigilare sull’utilizzo delle risorse in dotazione a Trenitalia, che lascia sono fermi ed inutilizzati in diversi scali decine di locomotori e carri in precedenza utilizzati per il cargo.

 

 

“In concreto – conclude Fuochi – proponiamo: contratto di servizio affinché Trenitalia ripristini il traffico diffuso diretto ai raccordi delle industrie e alle officine per la riparazione/ manutenzionei; atti regolativi affinché le prestazioni di traffico diffuso siano effettuate da Trenitalia in una logica commerciale e non con aumenti di tariffa imposti (fino al 400%); recepimento della convenzione COTIF sollecitando gli organismi preposti ad assumere responsabilità sulle criticità del sistema per la mancata applicazione; garanzia di Trenitalia della continuità in sicurezza della circolazione dei carri; riapertura – attraverso contratto di servizio o affidamento a RFI – delle OMV; richiamo a RFI affinchè non dismetta o disabiliti gli scali merci; incentivi per usare i raccordi ferroviari”.