«Le politiche del Governo danneggiano la Sardegna»

21 Agosto 2012

CAGLIARI – «Le politiche del Governo, che da un lato ha consentito di portare a termine la vendita della Tirrenia con la ricomposizione di fatto del cartello degli armatori, e dall’altro ha penalizzato gravemente il turismo diportistico, rappresentano una tenaglia dannosa per l’economia sarda e nazionale». Così il presidente della Regione Ugo Cappellacci ritorna sulle questioni relative al turismo diportistico e ai collegamenti marittimi da e per la Sardegna.
«Le cifre rilevate dall’Osservatorio nautico nazionale – afferma il governatore – rappresentano molto di più di un allarme e impongono un’inversione di rotta da parte di un esecutivo che si era presentato con una tassa e che ha portato avanti in questi mesi una politica aggressiva, il cui unico risultato è quello si spingere i diportisti verso altre coste, con grave pregiudizio in termini imprenditoriali e occupazionali anche per il settore della nautica e dell’indotto. L’atteggiamento vessatorio posto in essere dal Governo, anziché incidere su situazioni qualificabili come lusso – prosegue Cappellacci – rischia invece di sortire conseguenze dannose nei confronti di migliaia di lavoratori».

«Allo stesso modo in cui ci siamo opposti alla cosiddetta tassa di stazionamento, ci opporremo a logiche che atrofizzano la nostra economia anziché salvarla. Questo si aggiunge alla scellerata cessione della Tirrenia e una politica dei collegamenti marittimi che perpetua un sistema lesivo dei diritti dei cittadini, primo tra tutti quello alla mobilità dei Sardi, delle regole del libero mercato e certamente non rispondenti al principio di insularità».

«La politica tariffaria posta in essere dagli armatori, che qualcuno vorrebbe nascondere attraverso poco credibili operazioni di immagine, è la causa che scoraggia molti potenziali visitatori della nostra isola. Il Governo non può stare a guardare o, peggio ancora, avallare questa azione con le risorse pubbliche che Tirrenia porta nella sua pancia. La Regione – conclude – continuerà a richiamare l’attenzione dell’Unione europea sulla questione e ad agire in tutte le sedi per tutelare i diritti dei sardi, come cittadini, come imprenditori e come lavoratori».

Fonte: messaggermarittimo.it 

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