Milano e Genova: quasi un fidanzamento

21 Marzo 2012

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Il titolo del convegno era impegnativo: Genova e Milano, connubio possibile.
Qualcuno ha fatto notare che connubio è sinonimo di matrimonio, ma forse i tempi non sono ancora maturi.
La volontà di mettere su casa insieme è tanta ed i partecipanti al “forum” (organizzato dal Propeller Club port of Milan) hanno dimostrato le loro buone intenzioni acciocché il matrimonio riesca.
Ma i problemi restano altrettanti, dalle “solite” dogane che non funzionano, alla “solita” troppa burocrazia che attanaglia le aziende, ai “soliti” troppi interessi che gravitano intorno al porto e che continuano a mettere gli uni contro gli altri.
La proposta giusta l’ha fatta Merlo, il presidente dell’autorità portuale: il porto deve diventare una “s.p.a.” dove tutti gli operatori (piloti, ormeggiatori, terminalisti, gruisti, spedizionieri, agenti marittimi, compagnai di navigazione) devono essere soci, così da condividere il fine primario che deve essere la crescita del porto e non la coltivazione del proprio singolo orticello.
Coinvolgendo nel progetto anche gli operatori dell’interland (non solo milanese).
Ma lo sappiamo che le società sono belle dispari e tre soci sono già troppi, per cui … la vedo dura.
Ai posteri l’ardua sentenza.
In compenso la serata è proseguita alla grande con la presentazione di due musei esclusivi, quello del mare (di Genova) e quello dell’aria (di Malpensa): lo sappiamo bene che il futuro dell’Italia è nel turismo. Almeno su questo l’accordo c’è in pieno
Paolo Federici

Alessandro Zanetta, a.d. di CMA-CGM Italia ha detto che il connubio Milano/Genova è un matrimonio quasi obbligato, le alternative ci sono ma sono limitate a pochi porti. Il punto è capire se da questo matrimonio può nascere un prodotto valido tale da giustificare la forzatura del connubio. Su questo abbiamo qualche dubbio: da sempre la portualità è vista come un problema locale, spesso per assecondare un ulteriore controllo da parte della politica e quindi senza una visione delle opportunità che potrebbero scaturire se i porti fossero gestiti con una maggiore autonomia. Nei porti Italiani quasi tutte le operazioni sono ancora soggette a monopoli, questo non aiuta al miglioramento operativo e, mancando la concorrenze, non possiamo nemmeno sperare in una riduzione dei costi.

Eugenio Muzio, esperto di trasporti ferroviari, ha raccontato come, dal punto di vista del trasporto ferroviario, storicamente il connubio sia una realtà da quasi 150 anni.
Dobbiamo essere grati ai ns. padri che già allora compresero con grande lungimiranza la valenza del trasporto ferroviario per l’ inoltro delle merci in pianura padana e viceversa.
Altrettanto fu fatto in epoca successiva sul piano stradale con la realizzazione della Camionale e successive evoluzioni.
Con l’avvento della rivoluzione marittima del container logica avrebbe richiesto un’ulteriore spinta per il trasporto su ferro. Purtroppo così non è stato e questo traffico sempre più è stato servito dalla strada con ovvie problematiche e limitazioni.
Finalmente le coscienze politiche ed imprenditoriali si sono svegliate e sembra che il Terzo Valico diventi una realtà. Di per se stesso non basta. Occorre rivisitare la linea e le sue prestazioni da Genova al confine con la Svizzera per offrire al mercato treni da 2000 ton e 750m di lunghezza.
Infine occorre dotare la pianura padana di una rete di impianti intermodali che in modo funzionale facciano da retro porto a Genova.

 

Ed eccoci al discorso del Presidente del Propeller Club port of Milan, Riccardo Fuochi, che ha aperto i lavori e che qui trascrivo interamente: “vogliamo parlare di una nuova storia che affonda le radici nel passato.
Fin dalla fine del XIX secolo si parla infatti del famoso “triangolo industriale” che indica l’area fortemente industrializzata e attiva del nord-ovest con vertici nelle città di Torino, Milano e Genova e dove ha preso piede l’industrializzazione dell’economia italiana su grande scala, concentrando la maggior parte dell’offerta di lavoro e di produzione.
Oggi in un mondo globalizzato con scenari diversi ed in tempi non facili si sente, ancora più forte, il bisogno di unire le forze, fare sinergie e fare sistema.
Il Propeller da sempre si è reso interprete di questa necessità e l’amico Mariano Maresca ha incessantemente lavorato con grande passione e grandi risultati per costruire un luogo dove tutti i protagonisti dello shipping possano confrontarsi, scambiarsi idee e collaborazioni e costruire relazioni umane, ancora prima che di lavoro.
Per noi che lavoriamo con le merci ed i mercati di tutto il mondo, l’idea di un alleanza con Genova è una cosa che avvertiamo da sempre ed é per questo che il concetto MiNova lanciato dal Presidente Merlo a dicembre 2011 sull’integrazione fra le due città ci ha colpito ed affascinato.
Non è solo la vicinanza fisica a spingere nella direzione dell`intesa, quanto la convinzione che soltanto un patto di collaborazione forte può renderci competitivi rispetto al Nord Europa.
A sostegno di questa idea ci sono infatti i numeri: l’export milanese è dell’ordine di 48 milioni di tonnellate e di queste ben 38 prendono la via del mare. Di questi 38 addirittura 30 milioni utilizzano il porto di Genova per arrivare nei mercati finali.
Attualmente Genova movimenta circa due milioni di container e questa cifra potrebbe quadruplicare con nuove infrastrutture con un forte impatto sulla logistica nazionale che come tutti ben sappiamo è un’industria in grado di produrre nuovi posti di lavoro ed incrementare in maniera sensibile il PIL.
Ma siamo in un contesto di addetti ai lavori e ritengo assolutamente superfluo ribadire concetti e numeri già noti.
Per raggiungere questo obiettivo è strategica l’alta velocità, in modo da far sì che le due aree si possano saldare e realizzare una macrocittà del mare e delle merci, seguendo il modello delle integrazioni in chiave portuale come sta avvenendo a Parigi con la creazione di un canale navigabile fino al porto di Le Havre.
Gli altri Porti del Nord operano su aree decisamente più importanti , Amburgo con i suoi 70 km di banchine, Rotterdam, Anversa.
In Italia, benché si stiano creando delle alleanze, Ligurian Ports, Napa, Apulian Ports il nostro sistema portuale appare forse (troppo) frammentato – ma si stanno creando sistemi portuali ed alleanze fra porto e sistemi “in land”.
Come dicevo, MiNova è un progetto affascinante e suggestivo, ma nasce attraverso un reciproco riconoscimento dei ruoli, convinto, vero e deciso: Genova è il porto di Milano, Milano è il retroterra naturale di Genova.
In passato, ammettiamolo, qualche reciproca diffidenza c`è stata. Ora è giunto il momento di superarle, lavorare insieme, fare sistema e la cultura, con i due meravigliosi musei di cui parleremo questa sera, ci aiuterà sicuramente.
La cultura é infatti al primo posto negli obiettivi del Propeller che tanto sta facendo per sensibilizzare le istituzioni, a livello locale e livello nazionale.
Permettetemi un piccolo inciso per ricordare che Venerdì’ 16 il Presidente Nazionale, Umberto Masucci, ha dato notizia insieme al Sindaco De Magistris che la Convention biennale del Propeller si terrà proprio a Napoli in occasione del Forum delle Culture nella primavera del 2013: il Propeller organizzerà un grande Convegno Internazionale sui temi dei traffici marittimi e dei porti tra economia , storia e cultura , mettendo a confronto le realtà della sponda nord e sponda sud del Mediterraneo.
E noi del Propeller di Milano speriamo di proseguire questa attività proponendo un convegno durante il periodo Expo 2015.
Ma torniamo a noi e all’oggetto del convegno di oggi: il rapporto Milano – Genova. L`area milanese può infatti essere il fulcro del progetto di “Porto Esteso “, con la merce che parte e arriva dal porto di Genova e viene lavorata e movimentata nel Milanese. Genova può invece confermare la sua leadership nel mediterraneo ed essere di stimolo e di esempio per tutti i porti italiani.
Per questo ritengo anche che sia strategico non circoscrivere l`alleanza ai due capoluoghi, ma posizionare il progetto MiNova in modo pionieristico e, perché no anche visionario, per poter aprire la strada a tutte le realtà del Nord sedi di terminal interni, penso a Bologna, Verona, Padova ed ai loro porti di riferimento.
Certo i problemi non mancano: le infrastrutture, la burocrazia, la competizione internazionale, la riduzione dei consumi e quindi dei volumi e dei margini.
L’aspetto Doganale in questo contesto diventa determinante e pertanto ci aspettiamo un grande supporto da parte dell’Agenzia delle Dogane e Governo.
Ma siamo qui per parlarne, per individuare soluzioni e stimolare le Istituzioni ad aiutarci e supportarci.
Abbiamo concordato con il Presidente Merlo la costituzione di un gruppo di lavoro, composto da addetti ai lavori, che in breve tempo possa portare delle proposte concrete evidenziando le reali esigenze del mercato.
Ma come dicevo prima le relazioni di business si innestano su quelle umane, che a loro volta creano valori e culture condivise. E stasera ascolteremo anche storie di cultura grazie ai nostri amici del Museo del Mare di Genova, il più grande museo marittimo del Mediterraneo e di Volandia, luogo pieno di storia ed intriso di aeronautica che nel 2011 ha raggiunto 100mila visitatori.
Ascolteremo da loro progetti e racconti suggestivi che ci aiuteranno ad andare avanti nella costruzione di un progetto comune e pionieristico.
Do quindi a tutti voi il benvenuto a questa serata che vuole essere solo il primo passo di un lungo percorso di unità e lavoro congiunto.”

 

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