Assologistica punta con decisione sul trasporto cargo aereo affidando la delega a Riccardo Fuochi (accanto a quelle per art e fashion), in un momento in cui il settore sta vivendo uno stress test, a livello italiano e internazionale.

A lanciare l’allarme sui social pochi giorni fa sulle sfide a cui è chiamato il settore è stato lo stesso Fuochi. «Quello che sta succedendo in Medio Oriente – ha scritto – ha già un impatto diretto sull’air cargo. Una parte importante della capacità mondiale passa da quell’area. Quando lo spazio aereo diventa instabile, i flussi non si fermano ma vengono deviati altrove, con effetti immediati su tutta la rete. In queste settimane sempre più traffico viene spostato verso i grandi hub asiatici – Shanghai. Hong Kong, Taipei, Giappone e Corea – che però sono già sotto pressione per e-commerce, flussi Usa e domanda intra-Asia. Il risultato è chiaro: la capacità si riduce e le tariffe Asia-Europa stanno cominciando a salire. Non è una sorpresa, perché il sistema era già tirato e bastava poco per creare tensione. Operativamente significa meno spazio disponibile, prezzi più instabili e necessità di pianificare prima. E soprattutto conferma una cosa: oggi la geopolitica entra direttamente nelle supply chain».
Quali sono le emergenze maggiori in questo momento?
«I costi dell’air cargo dall’Asia sono aumentati del 20-30 per cento, con difficoltà a trovare spazi su certe rotte. Inoltre scarseggiano magazzini logistici adeguati, soprattutto in Nord Italia, con prezzi in salita».
Lei ha assunto la delega al cargo aereo in Assologistica a fianco del nuovo presidente Paolo Guidi.
«Con il presidente Guidi l’associazione si sta dando un assetto più incisivo. L’idea di occuparsi anche del cargo aereo deriva dalla situazione reale del mercato oggi. Non c’è più una divisione netta tra settori, mare, aereo, terra, logistica, spedizioni, terminal, porti, eccetera, ma c’è una trasversalità. Per quanto riguarda le attività logistiche il settore aereo, con lo sviluppo dell’e-commerce e il grande afflusso di merci che devono essere distribuite in tutta Europa, ha sempre più necessità di spazi e di hub logistici strutturati e attrezzati».
Da che cosa nasce il bisogno di spazi?
«E’ un effetto anche delle nuove normative europee sull’e-commerce, con la tassa di 3 euro a pacco, per ora, che poi diventerà un dazio doganale a tutti gli effetti. Questo spinge a trasferire nei luoghi di destinazione le attività logistiche che oggi per l’e-commerce le grandi piattaforme svolgono all’origine. I volumi sono enormi, ma arrivano pacchi già preconfezionati che non necessitano di alcuna lavorazione. Con le nuove norme ci sarà una tendenza a trasferire l’attività logistica nei luoghi di destinazione. La realizzazione di hub connessi con gli aeroporti diventa una priorità».
In Italia come siamo messi?
«La situazione degli spazi sta diventando piuttosto critica, c’è difficoltà a trovare spazi adeguati. Intendo magazzini pensati per attività logistiche e non strutture industriali riconvertite, perché si tratta di due logiche completamente diverse. Occorrono centri logistici costruiti con la mentalità di gestire attività logistica vera e propria».
Assologistica può far valere la propria esperienza in questo campo?
«Ormai c’è una connessione tra le modalità di trasporto che non possono lasciare Assologistica estranea a una di queste modalità. In Italia magari non viene utilizzato il servizio mare-aereo come avviene a Dubai, ma non è un’utopia pensare che ci si arrivi, sono cose che si possono realizzare. Al centro di tutto questo ci sono i magazzini dove si svolge l’attività a maggior valore aggiunto. Il trasporto è importantissimo, i porti benissimo per il transito, ma il valore aggiunto vero lo si realizza all’interno dei magazzini dove ci sono attività di logistica che si possono comparare a quelle dell’industria. Da questo deriva l’interesse di Assologistica a tutte le modalità di trasporto, alla centralità che deriva dallo svolgere servizi di logistica a 360 gradi. Questo è il quadro ed è già un bel cambiamento da segnalare».
Le difficoltà del momento rischiano di frenare i progetti di Assologistica?
«Ci sono state diverse crisi di questo tipo in un recente passato, è chiaro che in questi momenti non si fanno pianificazione e previsione perché viene tutto un po’ sconvolto. I noli aerei stanno aumentando in maniera considerevole, le compagnie stanno introducendo dei surcharge e su alcune rotte addirittura c’è difficoltà a trovare spazi e quindi viene tutto un po’ riconsiderato, anche se ovviamente si spera che sia una situazione momentanea. Ma è chiaro che sta causando dei disagi molto pesanti, questo certamente».
