Nel secondo «pacchetto sviluppo» energia, infrastrutture e aeroporti

15 Agosto 2012

ROMA – Energia, infrastrutture, edilizia, aeroporti. Il secondo pacchetto sviluppo che sarà varato a inizio autunno sarà particolarmente corposo. In arrivo ci sono tutti quei provvedimenti a cui il Governo sta lavorando da tempo e che dovrebbero vedere la luce appena conclusa la pausa estiva.
Come promesso, il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, insieme al sottosegretario De Vincenti che ha già raccolto indicazioni e proposte, metterà innanzitutto mano al piano energetico nazionale, incentrato su quattro priorità: efficienza energetica, trasformazione dell’Italia in hub del gas sud-europeo, sviluppo ma questa volta ”sostenibile” delle rinnovabili e rilancio della produzione nazionale di idrocarburi.
Tutti temi non poco spinosi, in parte già affrontati e in parte ancora alla ricerca di soluzioni. Il più complicato è proprio l’ultimo, lo stesso che potrebbe dare il maggiore slancio all’economia (il Ministero stima un aumento di Pil di quasi mezzo punto percentuale con una riduzione della bolletta energetica di 6 miliardi l’anno) e all’occupazione (con 25.000 posti di lavoro stabili ed addizionali). Quando si parla di produzione ed estrazione di idrocarburi in Italia si parla però soprattutto di trivellazioni in mare. Il tema è stato già affrontato nel precedente decreto sviluppo con una soluzione di compromesso che però non è piaciuta a molti.
Con una decisione che l’Eni ha giudicato «assurda», il decreto ha infatti lasciato inalterato il limite delle 12 miglia dalla costa fissato dall’allora ministro Prestigiacomo dopo la marea nera nel Golfo del Messico, riaprendo la possibilità di trivellazione ad una distanza inferiore solo per le imprese che avevano già ottenuto una concessione prima del 2010. Per ottenere gli obiettivi sperati in termini di Pil e autonomia energetica, consentendo cioé di soddisfare circa il 20% dei consumi con risorse nazionali, il governo vuole quindi «adeguare agli standard internazionali la normativa di autorizzazione e concessione, che oggi richiede passaggi autorizzativi lunghissimi ed è per molti aspetti molto più restrittiva di quanto previsto dalle normative europee».

C’é poi il capitolo dell’efficienza energetica, definita «la prima delle leve», perché a «costo negativo» e perché «potenziale volano di crescita con lo sviluppo di un settore su cui l’industria italiana è in posizione di forza (smart grid, elettrodomestici, illuminotecnica, caldaie, motori elettrici) ». Sull’efficienza l’Italia parte da incentivi per la detrazione di imposta del 55%, rinnovati dal dl sviluppo fino a Giugno 2013, ma il Governo punta a «normative sugli standard di apparecchiature ed edifici», a «controlli e sanzioni di tali norme», alla sensibilizzazione dei consumatori e all’ «estensione / rimodulazione degli incentivi».

Ad Ottobre dovrebbe invece arrivare l’atteso piano nazionale per gli aeroporti, una sorta di graduatoria volta ad eliminare quelli meno utili, a cui sta lavorando il vice ministro alle Infrastrutture Mario Ciaccia. A lui spetta anche definire gli accordi di programma per Roma e Venezia, tema particolarmente sentito da Adr che chiede da anni un adeguamento tariffario che le permetta di investire su Fiumicino. Al Ministero delle Infrastrutture si lavora anche al capitolo edilizia, entrato finora in più provvedimenti del Governo ma per il quale potrebbero arrivare nuovi incentivi.

Fonte: messaggermarittimo.it 

 

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