ROMA – Start up, e-commerce, banda larga, semplificazioni. Sono misure all’insegna dell’innovazione le prime in arrivo a Settembre per lanciare la fase due della crescita. Il ministero dello Sviluppo economico ci sta lavorando da tempo e, come annunciato da Corrado Passera, potrebbero arrivare suddivise in più provvedimenti e non in un unico decreto.
Per vederle nero su bianco bisognerà però aspettare il mese prossimo, visto che il Consiglio dei ministri convocato per domani, il primo dopo la pausa estiva, non prevede al momento l’esame di alcun intervento particolare. A Palazzo Chigi si farà piuttosto un giro di tavolo con tutti i ministri impegnati ad esporre linee programmatiche e desiderata per i mesi a venire.
L’appuntamento con lo ”Sviluppo bis” è quindi rimandato a Settembre, quando, ha spiegato Passera, «ci sarà l’annunciato completamento delle misure per aiutare la nascita di nuove imprese, le start up». L’obiettivo è quello di riunire in un unico fondo le risorse già disponibili, pari ad alcune decine di milioni di euro, ma finora non utilizzate a pieno.
Toccherà poi alle semplificazioni burocratiche a favore delle imprese, più volte richieste dalle associazioni imprenditoriali (con le quali Monti potrebbe fare il punto il 5 Settembre), e alla banda larga, accompagnata da una spinta all’e-commerce e all’e-government. Sul tavolo di lavoro del Governo arriverà però anche la più complessa questione della revisione degli aiuti pubblici alle imprese, compito affidato a Francesco Giavazzi.
Durante il Consiglio dei ministri di venerdì, inoltre, potrebbe essere discusso anche il piano degli aeroporti italiani, elaborato da Passera con l’Enac e tre società di consulenza: OneWorks, Kpmg e Nomisma. Il piano preverrebbe un numero inferiore di aeroporti, serviti da infrastrutture nuove o rafforzate. Degli oltre 60 oggi in attività ne resteranno poco più della metà, gran parte degli scali minori saranno dismessi, o nel migliore dei casi passeranno sotto la tutela degli enti locali.
«Con questo schema definitivo gli investitori avranno la certezza di poter decidere su cosa e quanto investire nel settore – ha dichiarato Vito Riggio, presidente dell’Enac – mentre il Paese avrà modo di pensare a quali infrastrutture dovranno servire gli scali più importanti. Tutti gli altri aeroporti passeranno agli enti locali che decideranno se vorranno impiegare soldi pubblici per tenerli in vita».
L’intenzione è quindi di lasciare in attività solo gli aeroporti che possono vantare strutture adeguate, senza aspettarsi interventi dello Stato. Quelli minori, invece, per restare aperti dovranno sperare nell’intervento di Regioni o Comuni.
In Centro Italia, il grosso del traffico internazionale e intercontinentale passerà da Fiumicino, mentre Ciampino si trasformerà in city airport, pronto ad accogliere solo traffico nazionale. Tutta da definire, invece, la situazione di Viterbo dove, se saranno trovati i fondi, nascerà nuova struttura per le compagnie low cost.
Nel Nord Ovest ci sono quattro scali fondamentali: Milano Malpensa, Linate, Bergamo e Brescia. Malpensa si rafforzerà come scalo intercontinentale e multivettore. Orio al Serio punterà sul traffico low cost internazionale. Linate sarà un city airport e snodo della clientela business diretta in Europa. Il destino di Brescia è invece sempre più legato al traffico cargo.
Torino e Genova saranno considerati scali strategici che manterranno collegamenti importanti nazionali e internazionali.
Per il Nord Est, Venezia sarà ”nodo intermodale strategico e gate intercontinentale”. A Treviso andranno le compagnie a basso costo, mentre Trieste sarà uno ”scalo di frontiera” che servirà il bacino di utenti di Slovenia e Croazia.
Bologna sarà invece lo scalo strategico del Centro Nord con il sussidio di Pisa (low cost) e Firenze (business).
Napoli Capodichino e Salerno costituiranno il polo campano. Per lo scalo napoletano, confermato per il momento ”strategico”, il futuro passa per una maggiore integrazione con Salerno. Questo, in attesa della realizzazione del nuovo scalo di Grazzanise su cui ricadrà in futuro tutto il peso dei voli che oggi gravitano su Napoli.
Al Sud molte novità per Puglia e Calabria. Gli aeroporti di Bari, Brindisi, Taranto e Foggia costituiranno il ”polo dell’area Meridionale adriatica”, con il capoluogo regionale considerato uno ”scalo strategico”. L’aeroporto di Brindisi sarà dedicato al traffico low cost dall’Europa. Taranto sarà scalo di servizio cargo mentre quello di Foggia sarà limitato al turismo locale. In Calabria, Lametia Terme è considerata strategica con voli internazionali a basso costo e cargo. Mentre di ”interesse locale”, sono Crotone e Reggio Calabria.
Fonte: messaggermarittimo.it
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Passera_«fase due» della crescita e-commerce, aeroporti, banda larga
